Chiostro di Sant’Abbondio, Como 12/09-20/09 2026

Né  pietra né personaggio, la statua rappresenta idealmente un punto di contatto tra il materiale e il metafisico, e certo per l’affascinante livello di ambiguità che la riveste ha sovente attratto, specie negli ultimi tempi, diversi autori della fotografia, ognuno dei quali ha manifestato il proprio stile, la propria concezione estetica e la propria personalità attraverso le immagini di figure scolpite. Le statue che Alberto Granata si è trovato di volta in volta a fotografare spiccano per la bellezza delle costruzioni, per la magistrale gestione della luce e per l’originalità dei tagli, unite a un sovrastante senso di umanità che veramente sembra situarle in una zona di frontiera tra l’inanimato e il vivente. Un senso di umanità così pregnante e incisivo da averci suggerito, per la rassegna con cui le presentiamo oggi al pubblico, il titolo di Gente di confine. Nella loro vivente e sincera antichità le figure di Granata sembrano saperci parlare di storia, di civiltà secolare, di pathos. E ci lasciano, mentre le guardiamo, la consolante sensazione che il mito non sia andato perduto con l’età moderna, ma si conservi vivo, ancora, in mezzo a noi. Per felice coincidenza, a ospitare la mostra di queste affascinanti immagini è oggi un chiostro, peculiare luogo di confine del consesso umano, antico e simbolico crinale tra volontaria associazione e separazione dal mondo. In mostra 28 fotografie in stampa fine art, edizione di 9.